Grazie!

Cari amici, per ringraziare tutti i donatori per la loro generosità e spingere chi non l’ha ancora fatto a farsi affascinare per un attimo dal Nepal, propongo un album di miei scatti dal 2008 al 2013, accompagnati da alcune riflessioni sul senso che hanno avuto per me i viaggi in questa stupenda terra.
Mi sono sempre chiesto perché fotografavo qualcosa che per il suo mistero e la sua profondità non avrei mai capito, tanto più frapponendo fra la mia coscienza e lo splendore arcano che mi si dispiegava una macchina fotografica. Sono sempre stato insoddisfatto dei miei scatti eppure, mosso dalla mania fotografica, ho continuato per anni a inseguire le immagini della vita, quelle che si contano sulle dita di una mano.
Proverò a condensare i miei tre viaggi nepalesi in trenta scatti, per riflettere sul paese, sulla sua storia e sul suo futuro. Vorrei dire cose se si direbbero solo ad un vero amico, perché credo faccia bene di condividerle, a me e al meraviglioso Luogo di cui parlerò.
Parto con una foto che considero inesplorabile: ho sempre odiato la parola “trascendente”; se c’è qualcosa di determinante, si deve manifestare fra io e mondo, in modo che la sua presenza sia capace di trasformare le persone che ne sono investite, come una refrigenrante cascata in cui perdi i contorni. Gli occhi di questa bambina povera di Kathmandu sono quanto di più vicino al sacro io possa regalarvi, (assieme ad alcuni paesaggi naturali…)

Stefano Sangiorgio

grazie

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