Archivi categoria: Interculturalità

Nepal: OPERAZIONE TETTI COMPIUTA!

Grazie a Sonia Orazi (LAI), Nepal Trek (Vista Trek), Devendra Basnet e Suraj Shree le famiglie del villaggio di Lamatar hanno avuto la prima parte della loro nuova casa. La parte indispensabile per proteggersi dall’imminente monsone. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno creduto nel nostro progetto.

 

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Serata per il Nepal

Cari amici,
abbiamo programmato per sabato 9 maggio alle ore 19:30 un incontro con l’intento di condividere la realtà del tragico terremoto accaduto in Nepal e raccogliere dei fondi presso il Centro Di Solidarietà Don Milani di Mestre, di cui è presidente Don Franco De Pieri, che prenderà parte alla serata.
( Centro Di Solidarieta’ Don Lorenzo Milani – Viale San Marco , 30173 Venezia )
Parteciperà una cara amica, la Professoressa Sonia Orazi, profonda conoscitrice di quella cultura, impegnata da molti anni in attività di sostegno alla già difficile situazione di quella popolazione e che si è attivata, da subito dopo il terremoto, con ulteriori azioni di aiuto diretto senza intermediazioni .
La serata si svolgerà come segue:
· Presentazione di immagini dell’unica ed irripetibile realtà del paese, precedenti al 25 aprile 2015
· Relazione di Sonia Orazi della situazione attuale, con dettagli delle azioni di aiuto da lei seguite
· Cena conviviale quale momento di ulteriore condivisione dei progetti di solidarietà.
Per prenotazioni invate una mail a laifornepal@gmail.com
Vi aspettiamo

https://www.facebook.com/events/634323510031434/637536843043434/

Grazie!

Cari amici, per ringraziare tutti i donatori per la loro generosità e spingere chi non l’ha ancora fatto a farsi affascinare per un attimo dal Nepal, propongo un album di miei scatti dal 2008 al 2013, accompagnati da alcune riflessioni sul senso che hanno avuto per me i viaggi in questa stupenda terra.
Mi sono sempre chiesto perché fotografavo qualcosa che per il suo mistero e la sua profondità non avrei mai capito, tanto più frapponendo fra la mia coscienza e lo splendore arcano che mi si dispiegava una macchina fotografica. Sono sempre stato insoddisfatto dei miei scatti eppure, mosso dalla mania fotografica, ho continuato per anni a inseguire le immagini della vita, quelle che si contano sulle dita di una mano.
Proverò a condensare i miei tre viaggi nepalesi in trenta scatti, per riflettere sul paese, sulla sua storia e sul suo futuro. Vorrei dire cose se si direbbero solo ad un vero amico, perché credo faccia bene di condividerle, a me e al meraviglioso Luogo di cui parlerò.
Parto con una foto che considero inesplorabile: ho sempre odiato la parola “trascendente”; se c’è qualcosa di determinante, si deve manifestare fra io e mondo, in modo che la sua presenza sia capace di trasformare le persone che ne sono investite, come una refrigenrante cascata in cui perdi i contorni. Gli occhi di questa bambina povera di Kathmandu sono quanto di più vicino al sacro io possa regalarvi, (assieme ad alcuni paesaggi naturali…)

Stefano Sangiorgio

grazie

Dal Nepal

I nepalesi pregano. I contatti diretti con i nostri amici e collaboratori ci portano notizie belle e brutte. Prima le belle. Questa sera, in questo momento, nel villaggio di Lamatar si prega la luna. La luna, l’espressione di quella natura che li ha privati di ogni cosa. Ma la puja alla luna vuole essere un augurio di rinascita. Questa preghiera era nel loro calendario e le cattive condizioni in cui versano non fanno dimenticare loro di ringraziare e onorare.

Le brutte notizie: i ripari sono ancora di fortuna. Si cerca disperatamente di recuperare materiale utile dalle macerie. A che prezzo? Rischiando la loro vita. Dobbiamo intervenire ancora! Questo è quello che rimane della stanza dove dormivo, del posto in cui stavo quando visitavo quei luoghi cercando di portare conforto e amicizia.Cercando di capire, entravo in quelle case con rispetto e umiltà sapendo che potevamo insegnarci reciprocamente tante cose. Il lungo rapporto con il Nepal, con l’emancipazione di questa terra meravigliosa, non si può sgretolare come questi sassi misti a fango. Sonia Orazi stanzaSonia

Aggiornamenti dal Nepal

Solo adesso sono riuscita a prendere la linea. Devendra è tornato a Kathmandu per organizzare altri aiuti.
Sono state consegnate le prime 100 tende nel villaggio di Lamatar.
Sono stati distribuiti anche medicinali: set di sterilizzazzione dell’acqua, antibiotici e farmaci contro la diarrea e le infezioni intestinali.
La maggior parte delle abitazioni sono distrutte. Molte venute giù completamente, altre solo parzialmente. Essendo fatte di sassi e fango dovranno essere ricostruite interamente.
Non ci sono problemi di cibo e acqua perchè sul posto hanno riso e verdure locali. In questa stagione hanno molte verdure. Il problema è dove tenere le riserve di cereali. Le famiglie rimangono accampate davanti alle loro case, fanno la guardia alle loro povere cose.
Non si arriva a Nuwakot per la strada di montagna verso nord, quella diretta. Si deve fare il giro per Pokhara. Alcune zone hanno dei limiti oggettivi nell’accesso, ma in un modo o nell’altro si arriva.
La scuola di Lamatar è rimasta su. Quella di Trishuli è collassata. Potremmo fare poco per un college così grande….
Ad essere colpite duramente sono le famiglie di casta molto bassa, quelle dove, già prima del terremoto, la vita era difficile.
Sono anche quelle che hanno avuto più vittime.
Per fortuna tra di loro c’è molta solidarietà. Ogni famiglia della comunità ha donato qualcosa per aiutarli. Si aiutano da soli!! Grandi nepalini!!!!
Per il momento c’è qualcuno dei nostri rimasto al villaggio per distribuire le medicine a chi ha bisogno, senza che vadano disperse o male usate.
Donate, Donate.……………………
Sonia Orazi

https://associazionelai.wordpress.com/2015/04/27/nepal-un-aiuto-diretto-senza-intermediazioni-da-tutti-noi-a-loro/

La strada per salire. Nuove frane minacciano gli accessi — a Nuwakot,Trisuli.

La strada per salire. Nuove frane minacciano gli accessi — a Nuwakot,Trisuli.

Nepal: un aiuto diretto, senza intermediazioni, da tutti noi a loro

Cari amici, la Lai, Libera associazione di idee di Venezia, pensa al Nepal e alla sciagura che lo ha colpito. Il terremoto del 25 Aprile 2015 ha devastato una delle popolazioni più povere del mondo. Ad essere distrutti non sono stati solo monumenti di incomparabile bellezza e una storia millenaria, ma le speranze, le vite, i sogni di un popolo inerme davanti alle leggi della natura. Il bilancio delle vittime è destinato a salire. Morti e feriti numerosissimi sono a Kathmandu, la capitale, ma anche in tutta la sua valle ai piedi dell’Himalaya. Interi villaggi sono stati completamente distrutti. Le valanghe nei pressi dei campi base dell’Everest hanno colpito per l’ennesima volta la comunità sherpa. I detriti delle valanghe hanno intasato i fiumi e nella zona centrale e occidentale del paese è ferma ogni possibilità di spostamento, comunicazione e soccorso. Il Nepal è un paese con il 50 % della popolazione al di sotto dei 25 anni. Si calcola che più di un milione di bambini siano stati gravemente colpiti dal sisma.
L’emergenza è grave. Non parliamo solo di ricostruzione o riorganizzazione del paese. Parliamo di necessità immediate. A Kathmandu mancano cibo, acqua, alloggi, cure mediche, medicine. Manca totalmente un coordinamento dall’alto dei soccorsi e della logistica di base. Mancano strutture igieniche, elettricità e informazione. Siamo giornalmente in contatto con la popolazione e cerchiamo di aiutarli come meglio possiamo con la nostra esperienza e il nostro supporto morale, ma serve di più.

Il nostro intento è quello di raccogliere fondi e farli arrivare direttamente nelle mani di chi ha bisogno, senza l’inermediazione di terzi che potrebbero direttamte o indirettamete, sottrarre somme utili ai bisognosi. Un aiuto concreto, sicuro, diretto che parte dalle nostre e vostre mani e arriva direttamente nelle mani dei nepalesi attraverso azioni urgenti e concrete. Come? Tramite l’esperienza e la dedizione dei nostri soci che per anni hanno dedicato la loro vita al Nepal, alla sua cultura, alla sua economia e alla sua emancipazione visitando il paese e intessendo relazioni di amicizia, sostegno e collaborazione.. Il nostro progetto di aiuto vuole essere un ponte tra l’Italia e il Nepal senza intermediazioni esterne. Da mani sicure a mani sicure. Aiutare presto e subito, pensando alla ricostruzione, favorendo la nuova partenza per i villaggi del distretto di Nuwakot, per la zona del Trishuli Bazar e il villaggio di Lamatar, con particolare attenzione per le strutture scolastiche, sociali e sanitarie.

PER DONARE SUBITO:

Da qualsiasi banca puoi effettuare una donazione con un bonifico intestato a LIBERA ASSOCIAZIONE DI IDEE sul conto corrente che l’associazione ha aperto presso Banca Etica:
IBAN IT 81 T 03599 01899 050188518837
CAUSALE: Per il Nepal

La nostra associazione è sempre stata sensibile alla cultura orientale. Oltre al Nepal, i suoi soci hanno approfondito e curato il rispetto dei diritti umani in Tibet con studi, conferenze e incontri.

Referente del Progetto: Sonia Orazi

Lasciaci una tua mail, se vuoi: ti aggiorneremo sui progressi della nostra iniziativa
laifornepal@gmail.com

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Articolo di Marco Restelli su Pensare il Tibet

Dal sito MilleOrienti.com

MilleOrienti La mia Asia: cultura, politica, società - di Marco Restelli

“Pensare il Tibet”: due giorni di incontri a Venezia

12 ottobre 2013 di

«Condividi la tua conoscenza. E’ un modo di raggiungere l’immortalità». E’ una frase del XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso. Il Tibet, oggi, ci stimola e ci interroga su molti piani: spirituale, culturale, politico, suscitando dibattiti a volte anche aspri ma sempre interessanti.  “Condividere le conoscenze” sulla civiltà tibetana, e confrontarsi sulle sue rappresentazioni, è appunto lo scopo dell’affascinante convegno Pensare il Tibet. Discorsi filosofici e vita concreta, che si tiene a Venezia il 17 e 18 ottobre 2013 (Palazzo Malcanton Marcorà, Sala Giovanni Morelli). Promosso dal Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari in collaborazione con il Kagyu Samye Dzong di Venezia,  la Libera Associazione di Idee (LAI) e  il Centro Studi sui Diritti Umani (Cestudir), il convegno vede la partecipazione di autorevoli studiosi ed esperti sia italiani sia tibetani, alcuni dei quali (come Piero Verni e Sonia Orazi) già ben noti ai lettori di MilleOrienti. Qui sotto trovate il programma dei due giorni veneziani. Non mancate! 

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