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Comunicare in medicina. L’arte della relazione

Dall’esperienza dell’omonimo  convegno organizzato lo scorso anno è appena uscito il libro:

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Comunicare in medicina

L’arte della relazione

La deumanizzazione in medicina, che regola le relazioni tra i medici, i pazienti e i familiari secondo i bisogni dell’apparato sanitario, spesso in contrasto con quelli degli umani, e la medicina difensiva, che crea un clima di sospetto reciproco tra il medico e il paziente, minano alle fondamenta ogni possibilità di costruire relazioni efficaci. Il volume ha l’ambizione di raccogliere riflessioni teoriche e prospettive pratiche che siano in grado di rispondere a tali problematiche sempre più urgenti, riconoscendo il valore centrale della comunicazione. La filosofia si configura quindi, nel suo connubio con la medicina, come un’arte della relazione. “Prendersi cura di chi cura” è quindi il motto che accompagna le pratiche filosofiche per la medicina.

Laura Candiotto, Phd, è assegnista di ricerca in filosofia teoretica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con un progetto sulla nozione di relazione. Studiosa di Platone, promuove laboratori in contesti educativi, formativi e lavorativi. Il metodo socratico è alla base della sua proposta di pratiche filosofiche per la medicina. Autrice di Le vie della confutazione. I dialoghi socratici di Platone (2012) e curatrice con Luigi Vero Tarca di Primum Philosophari. Verità di tutti i tempi per la vita di tutti i giorni (2013).

Luigi Vero Tarca è professore ordinario di Filosofia teoretica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Allievo di Emanuele Severino, ha elaborato una originale prospettiva filosofica che ha implicazioni anche nel campo delle pratiche filosofiche. Tra le sue opere ricordiamo: Differenza e negazione. Per una filosofia positiva (2001), La filosofia come stile di vita. Introduzione alle pratiche filosofiche (2003; scritto con R. Màdera).

Prefazione di Maurizio Scassola.

Contributi di: Andrée Bella, Massimiliano Cabella, Laura Candiotto,  Christian Doni, Ornella Mancin, Bruna Marchetti, Tiziana Mattiazzi, Giovanni Leoni, Ivana Padoan, Sandro Panese, Luigi Perissinotto, Luigi Vero Tarca, Stefano Sangiorgio, Mauro Semenzato, Pietro Valenti.

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Convegno: “Comunicare in Medicina: l’ Arte della Relazione” 28 settembre 2013

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Convegno: “Comunicare in Medicina: l’ Arte della Relazione” 28 settembre 201

Dal sito dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri

Si svolge sabato 28 settembre presso la prestigiosa aula Baratto di Ca’ Foscari, un Convegno organizzato dall’Ordine dal titolo: “Comunicare in Medicina : l’arte della relazione”.
Il convegno è nato da una collaborazione tra l’OMCeO e il dipartimento di Filosofia dell’Università di Venezia e intende sviluppare una riflessione sul senso della professione medica oggi.
La professione medica sta vivendo un periodo di grossi cambiamenti legati al rapido progredire delle conoscenze scientifiche , all’ avvento di sempre nuove (bio)tecnologie, all’ingresso dell’informatizzazione nella gestione delle prestazioni sanitarie. I mutamenti coinvolgono anche l’ambito dei rapporti con tutti gli attori del mondo sanitario :pazienti, colleghi, dirigenti sanitari.
Da qui la necessità di sviluppare “l’arte della relazione”.
Il malato è diventato un soggetto esigente che entra in relazione con il medico, pone domande, esige risposte,  accetta o rifiuta le soluzioni proposte.
La necessità di lavorare in equipe multidisciplinari, fa sì che il medico sia in qualche modo costretto ad entrare in relazione con i colleghi e con gli altri professionisti del mondo sanitario, impedendogli di effettuare scelte totalmente autonome e solitarie, come poteva succedere qualche decennio fa.
Il bisogno di razionalizzare la spesa sanitaria sta ridimensionando notevolmente i margini di manovrabilità diagnostico-terapeutica ed espongono il medico a continui confronti con la dirigenza medica per trovare punti di equilibrio tra il contenimento della spesa e la sicurezza dell’operare medico.
I medici vivono tutto questo con una certa inquietudine e sofferenza .
Il Convegno nasce proprio dall’esigenza di rifondare la nostra scelta professionale, di ritrovare gli elementi peculiari che hanno reso possibile essere medici e che devono ogni giorno dare senso al nostro operare, in un ‘epoca di difficoltà e di grandi sfide.
Siamo per questo ricorsi alla filosofia, certi che essa potrà aiutarci a promuovere una riflessione critica in ordine a queste e altre problematiche emergenti, con atteggiamenti e modalità diverse dalle consuete, ma con occhio attento ai mutamenti che intervengono nell’organizzazione del sistema sanitario e ai soggetti che con tali mutamenti si devono misurare.
Saremo aiutati in questo percorso da docenti di filosofia della Ca’ Foscari, che al mattino presenteranno delle relazioni che diventeranno interattive per la presenza di medici che opereranno da “discussant” e rilanceranno ai convenuti le provocazioni scaturite dai loro interventi .
Nel pomeriggio saremo chiamati a esercitarci nelle “Pratiche filosofiche” , tecniche da tempo sperimentate nel campo filosofico e che dovranno aiutarci a recuperare sintonia con noi stessi e con il mondo, per vivere al meglio la nostra professione. La filosofia aiuta infatti a rivedere criticamente la propria visione di sé nel mondo, aiuta a recuperare le proprie risorse e a trovare gli strumenti per attribuire un senso a ciò che si fa e che si farà nel futuro.

Abbiamo voluto dedicare questo convegno di riflessione al nostro collega Antonio Lo Giudice, già membro del consiglio dell’Ordine, che sempre ha condiviso con noi la passione per la professione medica e per l’ “Uomo” nella sua interezza.

Ornella Mancin

Allegati Disponibili:

Locandina_28 SETTEMBRE – 480×68 mm.pdf (1240 KB)

foto giornale previdenza